Asha Farm

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Asha Farm

InsolitOriente
Pubblicato in VIAGGIO · 30 Luglio 2020
Ahsa sorge nell’area collinare ai piedi del monte Mae Salong, conosciuto per le piantagioni di tè Olong. La Farmstay è situata in un contesto rurale contorniato da campi di riso, coltivazioni di ananas e caucciù che si estende per 14 ettari, ai confini dei quali vivono numerose etnie come Akha, Tai Yai e altre, ancora fortemente legate alle loro usanze. L’host è una famiglia composta da una giovane coppia thai di origini tribali e la loro bimba di 3 anni. Con la loro innata ospitalità riescono a mettere a proprio agio coppie e famiglie. La loro grande energia nel far conoscere le proprie tradizioni e i luoghi circostanti, come per esempio il vicino mercato dei prodotti freschi, rende facile stabilire un legame di amicizia con l’host e con tutti coloro che collaborano nella Farmstay. Lung Adun, il fattore con i suoi bufali, come Ong e Dao i giovani ragazzi che si occupano delle grandi aree intorno alla Farmstay, sono come una grande famiglia, sempre pronti a un sorriso genuino come usano i thai, specie coloro che vengono dalla campagna. La casa dell’host si trova centralmente agli alloggi degli ospiti; in modo da viviere questa esperienza in un pieno contatto. La cucina sottostante la casa della famiglia è quella dove si preparano i pasti e dove si gustano i piatti locali ammirandone la preparazione. Le cene vengono preparate con la partecipazione degli ospiti che svolgono così una verace lezione di cucina locale, in modo informale e divertente. A disposizione nelle stanze l’ampia e confortevole divisa tipica del nord ('seua mo hom'), da indossare durante il soggiorno. Una caratteristica construzione a palafitta in bamboo e con tetto in cogon, situata nella risaia è il luogo per concedersi un massaggio thai oppure la singolare “Spa Sum Gai”; una sauna dove si siede all’interno di canestri di bamboo si gode il vapore di erbe aromatiche che depurano e rendono la pelle vellutata.
Tutto ciò questa struttura eco-sostenibile produce sfrutta un principio di economia circolare cercando di creare il minor impatto possibile sull'ambiente. Questo accade utilizzando il semplice principio del riso, che viene sfruttato in tutte le sue componenti; dalle più nobili per l'alimentazione umana, fino a quelle di scarto per sostenere oche, anatre o galline.
Così la cenere dei caratteristici  fornelli in coccio alimentati a carbone e usati per cucinare, viene convertita in liscivia, per fare le pulizie. Lo sterco dei bufali, attraverso un sistema di fermentazione naturale, viene convertito in bio gas utilizzato dal fattore per cucinare in casa. Gli avanzi di cibo vengono convogliati all'interno di una cassa di compostaggio realizzata in bambù, dove vengono mescolati gli abbondanti residui carboniosi prodotti dagli alberi di taek sottoforma di fogliame, dando vita ad un ottimo concime naturale da utilizzare negli orti e nella risaia. Buona parte degli alloggi stessi della farmstay, sono stati realizzati con il pregiato legno di taek, ma senza abbattere nuovi alberi. Il legname è stato infatti scelto e recupato da vecchie case abbattute, finemente lavorato e sapientemente adattato da artigiani locali, così da ottenete alloggi confortevoli e carichi di quell'energia naturale che questo pregiato materiale dona.
Tutte le attività che si possono praticare all’Ahsa, come raccogliere la gomma, visitare i vicini villaggi tribali con un leggero trekking, tagliare o seminare il riso in stagione, le semplice raccolta delle uova o dei vegetali e perfino assistere alle preghiere e alle cerimonie d'offerta ai monaci nel locale tempio, consentono ai visitatori di immergersi nel profondo di questa cutura e stringere un rapporto autentico con gli abitanti del luogo in modo da ricavare un’esperienza di viaggio non solo geografica ma anche umana.




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